martedì 23 agosto 2011

Natività della Madre di Dio


A Dio piacendo, la benedizione si terrà alle 10 am dell'8 Settembre 2011 nella parrocchia di Santi Michele e Nazario di Gaggio Montano dove resterà a servizio di tutti.

Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto questo lavoro.

mercoledì 20 luglio 2011

GMG: TUTTI A MADRID, CON SACCO A PELO. E CARTA DI CREDITO DELLA BANCA ARMATA.

Prendo da Adista - Luglio 2011

GMG: TUTTI A MADRID, CON SACCO A PELO.
E CARTA DI CREDITO DELLA BANCA ARMATA.

36244. ROMA-ADISTA. Zaino, stuoia, sacco a pelo e carta di credito. Sarà questa l’attrezzatura del papa boy in partenza per Madrid dove dal 16 al 21 agosto si celebrerà la Giornata mondiale della gioventù, insieme anche a papa Benedetto XVI.


Ma se zaino e sacco a pelo fanno parte del tradizionale armamentario del pellegrino, la novità di quest’anno è la carta di credito. Non una carta di credito qualsiasi, ma la carta di credito del papa boy, emessa dal gruppo Ubi Banca (in tutto 9 istituti, fra cui Banca popolare di Bergamo, Banco di Brescia e Banca popolare commercio e industria) con tanto di marchio «Enjoy Gmg 2011 Madrid». Pubblicità a tutta pagina sul quotidiano dei vescovi Avvenire, banner stabilmente presente sul sito internet del giornale della Conferenza episcopale italiana e su altri siti dedicati alla Gmg, insomma un accessorio indispensabile, con tanto di benedizione papale, visto che il marchio «Gmg 2011» campeggia nella carta accanto al logo MasterCard.


L’affare, ovviamente, è doppio: per l’organizzazione della Gmg, che ha ceduto il marchio a Ubi Banca (anche se dal gruppo bancario fanno sapere che «l’immagine utilizzata è stata approvata in relazione ad accordi che per motivi di riservatezza non possiamo rendere pubblici e che, comunque, non hanno comportato esborsi economici da parte nostra», nessuna dichiarazione invece da parte del Comitato organizzatore della Gmg, ugualmente interpellato da Adista), e per Ubi Banca, che piazzerà le nuove carte di credito a giovani clienti che poi potrà facilmente fidelizzare: la carta, infatti, costa appena 1 euro al mese e ha validità di cinque anni, senza spese di emissione.


Piccolo ulteriore dettaglio, che si aggiunge alla commistione Dio-Mammona: il gruppo Ubi, sebbene abbia una policy rigorosa e non possa esser tacciata di poca trasparenza, è una delle “banche armate” italiane, ovvero quegli istituti di credito che forniscono servizi di intermediazione finanziaria alle industrie belliche che vendono armi all’estero, da più di dieci anni oggetto di una campagna di pressione animata dalle riviste missionarie Nigrizia e Missione Oggi e dal mensile promosso da Pax Christi Mosaico di Pace (v. Adista n. 35/00). Nel 2010 Ubi Banca ha “movimentato” per conto delle industrie armiere 170 milioni di euro (168 milioni il Banco di Brescia, poco più di 2 milioni il Banco di San Giorgio), nel 2009 addirittura 1 miliardo e 231 milioni (risultando la prima “banca armata” in Italia), 238 milioni nel 2008 (v. Adista nn. 46/09, 41/10, 41/11).


Ma anche questa non è una novità: già nel 2005, in occasione della Gmg di Colonia, il comitato organizzatore della Giornata si trovò al centro di numerose critiche – alcune rivoltegli addirittura dalla neonata associazione Papaboys – perché accolse fra gli sponsor principali della kermesse la Banca di Roma (v. Adista nn. 47 e 51/05), all’epoca la principale “banca armata” italiana. (luca kocci)

martedì 19 aprile 2011

Israele-Palestina Agosto 2010, Video

Carissimi,

con vergognoso ritardo abbiamo finalmente caricato su youtube i filmati del nostro viaggio in Israele/Palestina. Purtroppo non abbiamo ancora avuto il tempo di preparare un montaggio riassuntivo (prima o poi ce la faremo!).
Per il momento, condividiamo i filmati per intero nella forma originale.

Data la lunghezza, sono organizzati in tre playlists:

- Incontro con Rami Elhannan e Siham Alkhalil Abu Awwad del Parents' circle.



Link alla playlist: Parents' Circle
Link al post dell'incontro: Parents Circle


- Incontro con Hafez Huraini, portavoce del South Hebron Hills Committee e capo del villaggio di At Tuwani (Cisgiordania meridionale)



(La scarsa qualita' dell'audio e' dovuta al forte vento. Sarebbe bello se qualcuno di voi potesse aiutarci a migliorarlo.)

Link alla playlist: At Tuwani
Link al post dell'incontro: Operazione Colomba


- Incontro con Tamar membro dei Combattants for Peace



Link alla playlist: Combattants for Peace
Link al post dell'incontro: Tamar (Combattants For Peace)


Per tutti questi filmati abbiamo ricevuto esplicita richiesta di diffusione da parte degli intervistati.

Altri filmati sono disponibili solo in forma privata. Chi fosse interessato a vederli puo' contattarci personalmente.

venerdì 25 marzo 2011

La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire

Prendo da Emergency:

La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire


Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Oggi la guerra è “contro Gheddafi”: ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.

Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni “guerra umanitaria” è in realtà un crimine contro l’umanità.

Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle.

Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E’ la scelta criminale e assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera “cultura di guerra”.

“Questa é dunque la domanda che vi poniamo, chiara, terribile, alla quale non ci si può sottrarre: dobbiamo porre fine alla razza umana o deve l'umanità rinunciare alla guerra?

Dal Manifesto di Russell-Einstein, 1955

Perché l’utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico.

Il nostro “NO” alla pratica e alla cultura della guerra è un ripudio definitivo e irreversibile, è il primo passo per fare uscire la guerra dalla storia degli uomini.

“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”

Albert Einstein

FIRMA L'APPELLO SU http://www.dueaprile.it/firma.php

Primi firmatari:

Gino Strada, Carlo Rubbia, Luigi Ciotti, Renzo Piano, Maurizio Landini.

martedì 22 marzo 2011

IL PROBLEMA NON E' SE SIA GIUSTO O MENO BOMBARDARE LA LIBIA.

Da A-Twani (il viaggio di quest'estate in Palestina), un volontario di Operazione Colomba scrive sul suo blog.




IL PROBLEMA NON E' SE SIA GIUSTO O MENO BOMBARDARE LA LIBIA.

Scrivo da At-Tuwani, a sud di Hebron, territori palestinesi occupati.

Stamattina davanti a casa nostra un palestinese è stato accoltellato da un colono israeliano; forse il fatto che qui ci siamo noi dell'Operazione Colomba ed altri volontari internazionali permetterà che il suo aggressore venga individuato. Sono convinto che la nostra presenza a sostegno della scelta nonviolenta del villaggio ha permesso che queste persone siano ancora qui e non profughe e disperate in qualche terra non loro.

Quindi vedo la situazione della Libia da un punto di vista particolare, quello di chi ha la fortuna\privilegio di vedere in azione l'alternativa alla guerra. Il problema non è se sia giusto o meno bombardare la Libia. Non è giusto, punto. La coscienza ci dice che la guerra non si fa mai, che nessuno può proclamarla, neanche il Presidente di una nazione potente e ricca.

Lo dice anche la Costituzione italiana: non è mai accettabile né umana, men che meno quando dietro le motivazioni ufficiali ci sono interessi economici. Non è accettabile che il governo di Gheddafi spari sulla popolazione libica né che l'occidente bombardi la Libia. Il problema non più rimandabile è costruire una alternativa alla guerra; se l'unico strumento che conosciamo per risolvere le crisi è il bombardamento, useremo sempre quello: lo abbiamo fatto ieri, lo facciamo oggi, lo rifaremo domani. Il nostro paese investe nello strumento militare in maniera crescente, nonostante la crisi, vende armi (siamo il primo venditore di armi alla Libia), si accoda ansioso ogni volta che c'è da farsi vedere; bombardare e far la guerra è il nostro modo di chiedere di essere accettati dai governi che contano.
La coscienza ci dice di non fare accordi con chi uccide, la nostra intelligenza ci aiuta a capire che la guerra di oggi è preparata da tante scelte miopi ed egoistiche: abbiamo sovvenzionato per decenni Gheddafi per mantenere il nostro stile di spreco, lo abbiamo sostenuto nella sua guerra ai poveri in fuga dalle guerre africane per paura di far arrivare dei profughi in Italia ed Europa. La coscienza ci dice che non si può far la guerra senza diventare meno esseri umani e che la nostra vera crisi non è economica, ma morale.
La nostra coscienza ci chiede di investire con forza sull'intervento nonviolento civile, lo dico nel clima di esaltazione che produce la violenza, lo dico sapendo che tra non molto tempo faremo i conti con l'ennesimo bilancio fallimentare (Iraq, Afganistan...).
La nonviolenza funziona, ma non è fatta di parole né di soli no alla guerra: chiede di essere provata, vissuta, chiede meno chiacchiere e più persone vere pronte anche a rischiare la vita: è lo strumento di oggi, su cui come paese dobbiamo assolutamente puntare.
La diplomazia ufficiale è superata.
Lo strumento della guerra è superato.
E se non lo vedete ora, ci aspettano altri anni di menzogne e guerre.

K.

domenica 30 gennaio 2011

Tranonto sul lago


Oggi sole splendido (anche se sono le 16 ed è già tramontato da un po').
Dopo Messa di 2 ore luterana con la sacerdotessa che non ha celebrato l'eucarestia ma con un'ora e passa di omelia (ovviamente in svedese... e non ho capito molto di più del fatto che commetava parola per parola la prima lettura e il vangelo..) due passi alla torre del paesino con una coppia di ragazzi polacchi carinissimi e i loro pargoletti, pranzo veloce poi, armata di macchina fotografica sono andata al lago (o forse è un fiume... non so... o forse è il mare... chissà...).
Era tutto completamente ghiacciato ed innevato, la gente vi passeggiava tranquillamente sopra, alcuni a piedi, altri con gli skate e altri con gli sci... Io non potevo certo essere da meno... :) Era uno spettacolo davvero unico stare in piedi su quell'enorme lastrone di ghiaccio con attorno chilometri di natura e casette svedesi curatissime.
Verso le 15 il sole volgeva al tramonto e le ombre si allungavano, così come i rumori sempre più lontani... un silenzio incontaminato sembrava accompagnare il sole che scendeva nel suo roseo splendore che si rifletteva sul ghiaccio e sulla neve del lago.
Il tramonto qua è molto più lungo che da noi... ma purtroppo non è infinito... mi sono goduta lo spettacolo finché c'era poi il freddo ha iniziato a farsi sentire e pian piano mi sono avviata verso casa.
Proprio un bel pomeriggio!

mercoledì 26 gennaio 2011

Interni castello

Sabato era una bella giornata e ho fatto un po' di foto all'interno del castello... si commenta da solo