martedì 14 febbraio 2012

Modern Money Theory, Summit di Rimini 24, 25, 26 Febbraio, Paolo Barnard

Barnard raconta l'idea del Summit che si farà il 24 25 26 Febbraio a Rimini.
I video che seguono sono di Dicembre quando ancora non sapeva quando e dove sarebbe riuscito ad organizzarlo. Però spiega bene l'idea della Modern Money Theroy.




Il seguente è in inglese.
The following is in english.

lunedì 13 febbraio 2012

Situazione in Grecia (2)

Di
*Francesco Moretti

Salve a tutti, questo è l'aggiornamento che avevo programmato per domenica notte, ma poi non è stato possibile scriverlo.

Come al solito, se lo ritenete interessante potete girarlo ai vostri amici o pubblicarlo a scopo informativo pur che questo venga fatto usando la versione integrale e citandone la fonte.
Grazie.
Francesco Moretti

Aggiornamento sulla situazione Greca
numero due, riguardante la giornata di domenica 12 febbraio 2012

Il "Memorandum due" adesso è legge. Il Parlamento greco l'ha approvato.
Non mi soffermerò più di tanto su questa notizia, mi sembra proprio superfluo. Sicuramente le immagini di Atene che brucia hanno già fatto il giro del mondo, come le percentuali di chi ha votato si, di chi, andando contro le direttive del proprio partito, ha votato no insieme all'opposizione e di quelli che non volendo prendersi una responsabilità verso le generazioni future hanno pensato di restarsene a casa. Sono ben trenta i parlamentari del governo che si sono dichiarati contrari all'approvazione del "memorandum due" ma che hanno preferito essere assenti al momento del voto, facilitando così l'approvazione della legge.
Mentre fuori del Parlamento succedeva il finimondo, alcuni parlamentari invece di seguire il dibattito in aula che precede il voto hanno pensato bene di andare a rilassarsi nel bar del Parlamento dove hanno seguito anche un po' della partita del Panathinaikos. (L'accaduto è documentato da foto che stanno girando su internet).

Le manifestazioni per convincere il governo a non approvare il "Memorandum due" hanno portato in piazza circa un milione di persone esasperate e la polizia ha fatto il possibile per scatenare l'inferno. Una vera e propria guerra chimica è stata messa in atto ad Atene. Una pioggia di lacrimogeni e piccole bombe sfollagente hanno offuscato il cielo. Ma nonostante questo trattamento la polizia non è riuscita a rispedire i manifestanti a casa. A più riprese hanno cercato di riprendere la piazza del Parlamento. Tutte le strade circostanti piazza Sintagma sono rimaste gremite di manifestanti per ore e ore.
Gli scontri durati fino a notte fonda hanno causato centinaia di feriti e questa mattina la città sembrava bombardata. Quarantasette sono gli edifici andati a fuoco.

Ma la vera distruzione è un'altra, e di questa resteranno i segni per anni. Da ieri la Grecia non è più la stessa.

Tutti i soldi che l'Unione Europea e il Fondo Monetario daranno alla Grecia in prestito, in cambio dell'approvazione del "Memorandum due", andranno a risarcire i creditori, a pagare gli interessi sui prestiti ricevuti in precedenza e a tutelare le banche.
Secondo il contratto con la Trojka, non un euro verrà usato per lo sviluppo di questo paese. Questo è un punto fondamentale del Memorandum e già solo questo basterebbe per capire la logica perversa che vi è dietro. Banalizzando la situazione, è come se un tuo amico è nei guai perché non riesce a rendere i soldi di un prestito che ha chiesto, tu che cosa gli consigli? Di prendere un altro prestito per pagare gli interessi di quello precedente?
In realtà quando sentiamo dire: "130 miliardi di euro per aiutare la Grecia" tutti pensano a qualcosa di diverso da quello che invece succede nella realtà. Sono soldi prestati, che la Grecia dovrà rendere con interessi altissimi e che torneranno velocemente nelle tasche di chi li ha dati. Chi pensa che il Fondo Monetario e L'Unione Europea cerchino di far sviluppare la Grecia in modo da stabilizzare la sua economia e farle risalire la china, sbaglia! Tutte le riforme che vengono imposte non mirano a questo.

La lunga tradizione greca di diritti lavorativi è stata cancellata. Meno di duecento parlamentari con il loro voto hanno fatto della Grecia una piccola India in Europa.
Libertà assoluta di licenziamento sia nel settore privato che nel pubblico. Il lavoratore non potrà più fare ricorso contro un abuso da parte di un datore di lavoro, a meno che anche il datore non sia d'accordo a fare ricorso insieme al lavoratore.
Non sono stato chiaro? Vi faccio subito un esempio. Il datore non vuole pagarti le molte ore di straordinario che hai fatto, tu decidi di fare una vertenza contro di lui. Non puoi ! Anche il datore deve essere d'accordo, riconoscere di non essere stato corretto e voler partecipare alla vertenza.
Ogni trattativa sindacale nazionale per il contratto non esiste praticamente più e il datore è libero di fare trattative personali con i propri dipendenti.
Il trattamento di fine lavoro è stato eliminato. Per chi viene licenziato ci saranno solo pochi mesi di sussidio di disoccupazione che è stato ridotto da 461 euro a 358 euro al mese.
Sono stati richiesti dalla Trojka 15.000 licenziamenti nel settore pubblico per quest'anno e 150.000 per i prossimi 2 anni. I licenziati percepiranno per un periodo di 12 mesi uno stipendio pari al 60% del loro ultimo stipendio. Poi niente.
E si andranno ad aggiungere all'attuale milione di disoccupati su una popolazione in età lavorativa di cinque milioni.

Negli ultimi due anni è stato un continuo tagliare gli stipendi. Adesso con l'approvazione del Memorandum due entra in atto un ulteriore taglio del 22%. Questo significa che nel giro di due anni gli stipendi sono stati ridotti del 50%. Con questo ulteriore taglio di stipendio è come se il lavoratore percepisse in un anno tre stipendi in meno.
Da oggi, un tirocinante che viene assunto prenderà 410 euro invece dei 528 euro che prendeva fino ad ora. Il salario di un commesso con esperienza decennale scende da 1037 euro a 809. Un impiegato di banca con esperienza decennale che prendeva 1230 euro fino a ieri adesso prenderà 751 euro. Nel settore del turismo, un impiegato di un albergo scende da 970 euro al mese a 586 euro. Ovviamente si sta parlando di stipendi al lordo, trattenute incluse.
Non esisterà più nessuna agevolazione per quanto riguarda le tassazioni. Fino a due anni fa una persona che incassava fino a 8.000 euro l'anno era considerata sull'orlo della povertà e quindi veniva tassata al superamento di tale cifra. Questa soglia è scesa l'anno scorso a 5000 euro. Da ieri non esiste più, anche queste persone povere verranno tassate dal loro primo euro.

Nel settore della sanità pubblica vedremo una diminuzione spaventosa dei medici, il ricambio tra chi viene assunto e chi va in pensione sarà di 10 a 1 ovvero ogni dieci lavoratori che vanno in pensione solo uno verrà assunto. In questo rapporto di dieci a uno, che vale per tutto il settore pubblico, anche i semplici trasferimenti conteranno come assunzioni.
Il numero dei farmaci mutuabili diminuirà mentre i "ticket" su gli stessi aumenterà. Sempre la Trojka ha imposto una riduzione del 15% delle spese destinate alla sanità. Inutile dire che si tratta dell'ultimo taglio ad un budget già risicato.
Facile prevedere un catastrofico peggioramento del servizio, dell'igiene, delle attrezzature e della loro manutenzione ecc...

Le pensioni verranno ulteriormente ridotte ed è previsto un innalzamento dell'età pensionabile. Vi sarà un cambio di sistema. Il calcolo della pensione verrà fatto in nuovi e svantaggiosi termini per il lavoratore. Penso che questo non faccia nessuna impressione ad un italiano...cose già sentite.

Tutti i servizi pubblici come le erogazioni di acqua, energia elettrica servizi comunali ecc.. verranno privatizzate e subiranno un'ulteriore aumento dei prezzi. Saranno appannaggio di multinazionali tedesche, francesi ecc..
I prezzi dei caselli autostradali aumenteranno e anche i prezzi dei mezzi pubblici aumenteranno di un ulteriore 25%.

Tutto queste cose che ho scritto fino ad ora non rendono bene l'idea della tragedia giornaliera che andremo a vivere se non consideriamo il contesto in cui sono inserite. I prezzi dei generi alimentari - che già erano più alti che in Italia - sono lievitati nel giro di pochissimo, questo grazie all'aumento dell'Iva dal 19% al 23% e in più risentono degli aumenti giornalieri dei carburanti. Oggi la benzina ha superato 1 euro e 70 centesimi il litro e il diesel è a più di 1 euro e 50 il litro. Questi prezzi valgano per oggi, infatti sono in costante ascesa.
Ieri, in metropolitana, tornando dalla manifestazione ho parlato con una signora impiegata presso il tribunale. Fino a due anni fa prendeva uno stipendio di duemila euro. Per comprare casa aveva contratto un mutuo di 1000 euro al mese con durata di quindici anni. Negli ultimi due anni il suo stipendio mensile è sceso fino a 950 euro. Questo è solo un esempio tra le migliaia che potrei fare.
Lo dico tanto per far capire quanto meschino sia propagandare in tutta Europa che i Greci vivevano al disopra delle proprie possibilità, a me sembra che la signora di cui ho parlato in precedenza vivesse secondo le proprie possibilità e non al disopra. Una cosa è certa: da oggi in poi vivrà al disotto della soglia di povertà pur avendo un lavoro dignitoso.
Il perché la Grecia sia stata presa di mira in questa maniera spietata dalla Trojka non mi è chiaro, ovviamente aveva bisogno di un cambiamento, di alcune correzioni e di una nuova etica dei consumi, di una più equa tassazione. Ma ancora mi chiedo cosa c'entra la distruzione dei diritti e la dignità dei lavoratori con l'evasione fiscale? Probabilmente niente. Probabilmente non c'è nessuno interesse della Trojka in un miglioramento delle cose. La Grecia va bene così, corrotta, povera e disposta a tutto per un pezzo di pane.

Francesco Moretti
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*Francesco Moretti

Situazione in Grecia (1)

Aggiornamento sulla situazione Greca numero uno, riguardante la giornata di sabato 11 febbraio 2012

Vista la rapida evoluzione degli avvenimenti legati alla crisi economica greca ho deciso di spedirvi alcuni aggiornamenti per tenervi informati. Conto di farlo almeno fino a questa notte. Infatti proprio oggi il Parlamento greco voterà il pacchetto di riforme imposto dalla Trojka.

Anche la composizione delle forze politiche che sostiene il governo greco è in rapida evoluzione. Dopo le dimissioni da primo ministro di Giorgos Papandreou a novembre (che con la sua maggioranza assoluta aveva iniziato a passare il primo piano di riforme imposte dalla Trojka detto memorandum") si è arrivati ad un governo tecnico con a capo Lukas Papadimos (anche lui, come Mario Monti proviene dall'ambiente dei banchieri e ha lavorato per anni nelle purtroppo famose agenzie di rating). Il governo di Papadimos poteva contare sul sostegno del Pasok (che sono i socialisti di Papandreou) di Nea Dimokratia (partito conservatore di destra capitanato da Andonis Samaras che in alternanza con il Pasok ha governato la Grecia praticamente da sempre) e del LAOS ( partito a carattere populista, di destra xenofoba con a capo Giorgos Karazzaferis). Karazzaferis e il suo partito - prima di far parte del governo - avevano una percentuale piccola ma in cresita. Lavorando molto e in maniera sporca sulla xenofobia aveva iniziato a fare presa su alcuni settori popolari del popolo greco.

Questa situazione è valsa fino all'altro ieri. Infatti il partito del Laos ha visto negli ultimi giorni cadere in maniera verticale i propri sondaggi, tant' è vero che Karazzaferis, dopo alcuni tentennamenti e modeste insofferenze durante la trattativa con la Trojka, ha deciso di abbandonare il governo e di votare contro a questo ultimo pacchetto di riforme chiamato "memorandum due". Pensate che il Consiglio dei Ministri greco (ministri selezionatissimi edi incofutabile fede liberista) ha avuto grandi difficoltà ad approvarlo, e abbiamo assistito nel giro di poche ore alla defezione di sei componenti tra ministri e vice ministri. Il presidente del consiglio Papadimos ha chiesto a tutti i ministri contrari di dimettersi, in modo da presentare al voto del parlamento un pacchetto di riforme votato all'unanimità.

Ieri, i due partiti rimasti, Pasok e Nea Demokratia hanno imposto ai loro parlamentari di votare in maniera compatta, applicando ciò che viene definita "disciplina di partito" ovvero espulsione immediata dal partito in caso di voto contrario. Ma nonostante questo, da ieri sono circa trenta i parlamentari (distribuiti tra Nea Democratia e PasoK) che hanno esplicitamente dichiarato di non poter votare questo nuovo "memorandum". Alcuni si sono addirittura dimessi e sono immediatamente stati sostituiti con colui che alle elezioni arrivo secondo nella stessa lista elettorale dell'attuale parlamentare dimissionario. In un caso anche il secondo in lista si èrifiutato di andare a sostituire il dimissionario e quindi sono andati a scavare nella lista chiamando il terzo. Numerosi sono i parlamentari che non hanno dichiarato il loro voto contrario ma che comunque sono molto indecisi. Ogni ora tutti sono incollati con l'orecchio alla radio per seguire l'aggiornamento delle defezioni.

Domandatevi cosa può contenere il memorandum e che cosa comporterà se votato dal Parlamento. Immaginate la macelleria sociale che provocherà. Fa impressione vedere così tanti parlamentari rifiutarsi di votarlo, pensate che parliamo di gente opportunista e senza scrupoli, ben allenata a servire gli interessi dei poci a svantaggio dei molti. Le pressioni verso il voto di approvazione del Parlamento sono molte e provengono da più parti, le più forti sono da Germania, Austria, Olanda, Finlandia.Queste figure astratte e senza volto chiamati "i mercati" si dimostrano insaziabili, basta un'indecisione, un ritardo del governo di un paese piccolo e insignificante sul piano internazionale, un paese con una piccolissima produzione, che conta solo 11 milioni di persone come la Grecia, per far vacillare lo "Spread", far scendere le Borse e rimettere in agitazione l'economia di colossi come Stati Uniti, Francia, Italia. Questo dovrebbe farci riflettere su quanto inopportuno sia questo sistema economico basato sul debito e quanto ridicola sia un'economia che non è più basata su fatti reali ma virtuali. In questo contesto scollegato e distante dal mondo reale ogni sacrificio dei popoli si dimostra inutile perchè non porta a nessun miglioramento della vita reale.

La pressione della Trojka non dimostra solo la grande arroganza dei potenti contro i deboli, ma mira a distruggere le psicologie, a umiliare, a troncare ogni spirito di rivalsa sociale. La pressione psicologica aumenta anche perchè bisogna fare presto, molto presto! E quando bisogna fare in fretta si lavora con la motosega e non con il bisturi. Considerate che a ogni parlamentare è stata consegnata una copia tradotta in greco del memorandom che dovranno votare solo ieri pomeriggio. Il disegno di legge peri il memorandun è composto da 450 pagine e da questo voto dipende la catastrofe che il popolo greco vivrà nei prossimi vent'anni.Come è evidente si chiede un voto senza tante riflessioni, senza pensare a ciò che comporterà. Un voto che condizionerà la Grecia indipendentemente da quali governi la governeranno in futuro.

Ieri sono stata all'assemblea generale delle assemblee di quartiere ad Atene. L'incontro si è tenuto all'interno dell'Università del Pandio. Erano rappresentati dai rispettivi portavoce ben 42 assemblee. In maniera orizzontale e autogestita centinaia di persone hanno esposto le proprie attività all'interno dei quartieri. Si va dalle mense autogestite per tutti coloro che già non possono assicurare i pasti alle proprie famiglie ai mercatini solidali dove si barattano le cose usate,vestiti, carrozine per neonati, scarpe, letti, sedie ed ogni cosa che può essere utile e che è oramai difficile da comprare per molti. Si è parlato di grupppi di acquisto solidali e di come fare obiezione alle tasse che ultimamente colpiscano tutti in maniera indiscriminata. Tutti si sono dati appuntamento in piazza Sintagma, davanti al Parlamento per cercare in estremis di non far votare il disegno di legge. La situazione è tesissima, si vive in uno spazio sollevato dalleregole democratiche.

Questa notte spedirò un nuovo aggiornamento riguardante la giornata di domenica 12 febbraio.
Francesco Moretti
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*Francesco Moretti

Situazione in Grecia (0)

Ricevo da un conoscente blogger che vive la situazione greca e diffondo volentieri.

In questa mail vi invio un testo che ho scritto per dare delle informazioni a Controradio. Si tratta di una breve descrizione della situazione in Grecia.
A seguire con la prossima mail, vi spedisco un aggiornamento scritto nella mattinata relativo alla giornata di ieri. Se sara' possibile questa notte vi spediro' anche un aggiornamento relativo alla giornata di oggi domenica 12 febbraio. Oggi sara' un giorno importante per lo sviluppo degli eventi infatti questa sera e' previsto il voto in parlamento relativo al pacchetto di riforme imposto dalla Trojka.
Ciao Francesco Moretti

Situazione in Grecia 1

Qui in Grecia la situazione economica è drammatica ma ascoltando la radio italiana mi sembra che nessuno sia al corrente di come stanno realmente le cose. In Europa c'è da mesi e mesi una forte campagna denigratoria del popolo greco, viene detto che la Grecia fa resistenza e non vuole fare le riforme che gli vengono richieste in cambio degli aiuti economici. Come vedrai di seguito, non si tratta di riforme e tanto meno di aiuti ma di una vera e propria guerra economica mirata a distruggere la società e la dignità di un paese. La Troika non ha nessun interesse a salvare la Grecia, l'unico interesse evidente è quello di affondarla ancora di più per trarne il maggiore profitto. Il maggiore attore di questa spietatezza economica verso la Grecia è la Germania, possiamo dire che come negli anni 90 hanno distrutto i Balcani adesso faranno lo stesso con la Grecia.

Oggi l'accordo con la Troika è stato raggiunto ovvero i tre partiti di governo (Pasok, Nea Democratia e Laos) hanno trovato un compromesso sul pacchetto di sacrifici da presentare al popolo greco. La trattativa tra il governo greco e la Troika è stata estenuante e lunga ma alla fine ha portato solo delle inutili limature al pacchetto di provvedimenti. Queste limature non cambiano assolutamente la sostanza di tali provvedimenti che, se applicati porteranno la Grecia alla rovina, non scongiurando per niente la bancarotta. Anzi sembra che proprio mirino alla bancarotta, ma non prima di aver assicurato alle banche e i finanziatori la salvezza economica, aver pianificato la svendita del paese e distrutto ogni diritto e ogni tutela legale per i lavoratori. L'accordo raggiunto oggi tra i capi di partito delle forze di governo e la rappresentanza della Troika dovrà essere votato dal parlamento entro domenica. Molti sono i parlamentari che hanno dichiarato che non voteranno o che hanno grossi problemi di coscienza a votare queste misure, perché evidentemente insostenibili per la società greca già segnata da 2 anni di sacrifici. Il vice ministro del lavoro si è dimesso. Pensate che se oggi si andasse al voto i partiti dell'attuale governo andrebbero incontro ad una catastrofe. Infatti nelle previsioni di voto questi partiti (tutti e tre insieme fino a poco fa avevano circa l' 85% dei consensi) , prenderebbero adesso meno del 45% dei voti).

C'è la reale possibilità che l'accordo non passi la prova del voto in parlamento e che quindi non vengano versati nelle casse greche gli "aiuti economici" previsti. Da oggi a domenica sono previste manifestazioni ogni giorno e sono state proclamate 48 ore di sciopero generale.Questi 130 miliardi di euro che eventualmente saranno dati dalla Comunità Europea e Fondo Monetario alla Grecia verranno INTERAMENTE spesi per pagare i debiti con i creditori. Questo è uno dei punti fermi dell'accordo raggiunto oggi, quindi non un euro destinato allo sviluppo, all'istruzione, la sanità ecc...Sempre per volere della Troika i salari minimi subiranno un ulteriore taglio del 22% (salari già diminuiti fortemente in questi ultimi due anni) con il risultato drammatico di portare alla povertà assoluta una grande fetta della società greca. I nuovi assunti avranno una paga di 489 euro al mese (si intende per otto ore di lavoro al giorno) invece di 690 euro che prendevano fino ad oggi. Tutto questo in assenza di ogni diritto sindacale, infatti sono stati cancellati i contratti nazionali e per ogni datore di lavoro sarà possibile fare una trattativa privata con il lavoratore.Eliminate inoltre ogni possibile vertenza sindacale. I lavoratori saranno quindi soli, senza diritti e senza possibilità di difendersi da ogni possibile ingiustizia.Tagliando gli stipendi verrà diminuita in maniera enorme anche la quantità di soldi che veniva versata dai datori di lavoro per sostenere il sistema pensionistico, questo porterà al collasso delsistema e non sarà più possibile pagare le pensioni. Sono chiusi delle istituzioni storiche come la Casa del Lavoratore (fondata nel 1931) che gestiva le case popolari, i prestiti a bassointeresse per la casa e i sussidi di affitto, verranno inoltre chiuse tantissime scuole, asili, ospedali, università e privatizzati tutti i servizi al cittadino, l'acqua, l'energia elettrica, gli asili nido, la nettezza urbana, strade, porti, aeroporti, ecc.Nel frattempo le tasse sono aumentate vertiginosamente anche per chi ha un reddito molto basso, la benzina e il petrolio da riscaldamento sono raddoppiati degli ultimi 2 anni, l'IVA e' aumentata dal 19% al 23%, ecc.
In poche parole le tasse superano di gran lunga gli introiti di una famiglia media. Per questo ormai non vediamo più differenza tra essere salvati in questo modo o andare in banca rotta !

Francesco Moretti--

mercoledì 1 febbraio 2012

Alberi piegati dal grave peso della neve in Costa Azzurra


Costa Azzurra, 1 Febbraio 2012.

Ieri è nevicato. Giusto giusto una spruzzatina.
Tutto è bloccato.
Prima due giorni consecutivi di pioggia avevano interrotto la circolazione degli autobus ed aumentato a dismisura le auto in circolazione.
Ieri mattina, quando ancora pioveva solo, ci è arrivata una mail dal lavoro dicendo che visto che le previsioni mettevano neve per la mattinata, ci consigliavano di rincasare il prima possibile.
Questo grande sconosciuto della costa azzurra è arrivato.
Tutto è andato in tilt.
Ha nevicato 3 o 4 ore spolverando appena le colline e lasciano un po' di "paciocca" sulla strada.
Durante la notte nulla.
Stamattina sole splendido.
Arriva l'ennesima mail dal lavoro che dice di non mettersi in macchina fino a mezzogiorno causa problemi nella circolazione.
Ho impiegato un'ora a fare 3 km in auto.
Tra auto parcheggiate fuori strada, ambulanze che non riuscivano a passare in mezzo alle macchine e salivano sulle aiuole delle rotonde...
Sembrava il caos più totale...
MA PER TERRA NON C'È NULLA...
mah...

martedì 17 gennaio 2012

Di Alex Zanotelli
Su Peacelink tematiche per la pace

SALVIAMO IL REFERENDUM DELL’ACQUA
Tradimento Monti
13 gennaio 2012 - Alex Zanotelli

Era il 13 giugno , esattamente 7 mesi fa ,quando 26 milioni di italiani/e sancivano l’acqua bene comune :”Ubriachi eravamo di gioia… le spalle cariche dei propri covoni! (Salmo,126)
E oggi,13 gennaio ritorniamo a “seminare nel pianto..” (Salmo,126) perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre.
Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma mai ,mai ci saremmo aspettati che un governo ,cosidetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua ,la Madre di tutta la vita sul pianeta.
E’ quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2 dell’attuale governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori.Infatti le dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni, sembrano indicare che quella è la strada anche per l’acqua.
Iniziando con le affermazioni di A.Catricalà, sottosegretario alla Presidenza, che ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al mercato.E C.Passera, ministro all’economia,ha affermato :”Il referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai impedito in sé la liberalizzazione del settore.” E ancora più spudoratamente il sottosegretario all’economia G.Polillo ha rincarato la dose: “Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico.E’ il servizio di distribuzione che va liberalizzato.”E non meno clamorosa è l’affermazione del ministro dell’ambiente C.Clini:”Il costo dell’acqua oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…..La gestione dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla valorizzazione del contenuto economico della gestione.”
Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’art.20 afferma che il servizio idrico- considerato servizio di interesse economico generale- potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni, eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha iniziato il Comune di Napoli che ha trasformato la società per azioni a totale capitale pubblico(ARIN ) in ABC (Acqua Bene Comune-Ente di diritto pubblico).
E’ il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione pubblica dell’acqua senza scopo di lucro .E’ il tradimento del governo dei professori.E’ il tradimento della democrazia.
Per i potentati economico-finanziari italiani l’acqua è un boccone troppo ghiotto da farselo sfuggire.Per le grandi multinazionali europee dell’acqua(Veolia,Suez,Coca-Cola…) che da Bruxelles spingono il governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la nostra vittoria referendaria,soprattutto il contagio in Europa.
“Un potere immorale e mafioso –ha giustamente scritto Roberto Lessio, nel suo libro All’ombra dell’acqua- si sta impossessando dell’acqua del pianeta.E’ in corso l’ultima guerra per il possesso finale dell’ultima merce:l’acqua.Per i tanti processi di privatizzazione dei servizi pubblici in corso, quello dell’accesso all’acqua è il più criminale.Perchè è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso per l’esistenza umana.”
Per questo dobbiamo reagire tutti con forza a tutti i livelli, mobilitandoci per difendere l’esito referendario, ben sapendo che è in gioco anche la nostra democrazia.
Chiediamo al più presto una mobilitazione nazionale, da tenersi a Roma perché questo governo ascolti la voce di quei milioni di italiani/e che hanno votato perché l’acqua resti pubblica .
Chiediamo altresì che il governo Monti riceva il Forum italiano dei movimenti per l’acqua,ciò che ci è stato negato finora.
Rilanciamo con forza la campagna di “obbedienza al referendum” per trasformare le Spa in Ente di diritto pubblico(disobbedendo così al governo Monti).
Sollecitiamo i Comuni a manifestare la propria disobbedienza alla privatizzazione dell’acqua con striscioni e bandiere dell’acqua.
E infine ai 26 milioni di cittadini/e di manifestare il proprio dissenso esponendo dal proprio balcone, uno striscione con la scritta:”Giù le mani dall’acqua”!

In piedi, popolo dell’acqua!
Ce l’abbiamo fatta con il referendum, ce la faremo anche adesso !
E di nuovo la nostra bocca esploderà di gioia (Salmo,126)

Alex Zanotelli

Napoli, 13 gennaio 2012